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La scuola

  • Immagine del redattore: Fabiana
    Fabiana
  • 25 nov 2023
  • Tempo di lettura: 16 min

Aggiornamento: 20 ago 2024

«Allora, vogliamo entrare sì o no?» Disse Jurou.

«Secondo me è una pessima idea» rispose Kaede.

«Kaede per te è sempre una pessima idea»

«Ma questa lo è davvero...»

«Potreste finire di discutere e venire a darmi una mano?» Sayuki era parecchio nervosa, ma non credo solo per i battibecchi dei ragazzi.

«Arrivo» alzai il passo che raggiungerla.

«Ragazze aspettateci!» Kaede e Jurou ci raggiunsero di tutta fretta.

«Ragazzi questa è davvero una pessima idea»

«Kaede questa sarà la millesima volta che lo dici, se vuoi puoi tornare indietro, da solo»

Sembrava quasi tentato di accettare l'offerta, ma appena si girò per vedere la strada cambiò subito idea «Sai Sayuki visto che siamo tutti qui facciamo quello che dobbiamo fare e basta...» nella sua voce c'era un pizzico di rassegnazione.

Mi veniva da ridere.

«Allora Gen, dove dobbiamo andare?»

«Ah sì, aspetta che prendo la mappa, qualcuno potrebbe fare luce?»

«Dovrebbe essere questa l'aula infestata, al secondo piano...Perfettamente al centro della scuola» dalla voce spezzata di Jurou si capiva che aveva paura.

«Infestata, o andiamo sono tutte sciocchezze, Gin hai tu la tavola ouija?» cos' aveva parlato la grande e coraggiosa Sayuki. Che sciocca.

«Mh...sì è qui...Ho tutto!»

«A proposito, come ti trovi questa tavola?» Kaede e le sue domande scomode...

«In realtà era di mia nonna...»

La sua curiosità non si era placata «La sai usare allora?»

«No, però ho letto come si fa...Non sembra così difficile»

«Più che difficile, pericoloso...»

«Jurou, ti ho già detto prima che sono tutte sciocchezze, queste cose non esistono, secondo te un demone si scomoderebbe per 4 adolescenti come noi?»

«Beh detta così...»

«Ascolta Sayuki, non farti prendere dall'ansia...Siamo comunque in quattro...» mi sentivo in dovere di tranquillizzarli, non volevo che qualcuno scappasse.

«Se lo dite voi ragazze...»

c'era buio pesto, infatti non si vedeva nulla oltre la luce delle torce.

L'odore della paura era talmente forte, mi tentava quasi, ma dovevo solo avere pazienza e godermi l'attesa che, si sa, essa stessa è puro piacere.

«Quando manca?» Kaede interruppe i miei pensieri...

«Oh...Mh...Aspetta...Non siamo così lontani...» gli sorrisi.

«Ragazzi, non avete l'impressione che ci sia qualcuno oltre noi?» sembrava che Jurou potesse scoppiare a piangere da un momento all'altro.

«Ah sì parli di quei fantasmi dietro di noi?»

«F-f-f-antasmi?»

Afferrai il polso di Jurou e gli sussurrai «Lo sai com'è Sayuki, le piace scherzare» mi assicurai di tranquillizzarlo prima di lasciarlo andare. Se non la smetteva di spaventarli avrei dato un buon motivo a tutti per scappare, ma ancora una volta, dovevo mantenere la calma, in fondo, mancava veramente poco.

«Allora Gen e Sayuki, come vi siete conosciute?» Kaede provava a distrarsi...Ottima idea.

«In realtà non ci conosciamo così bene, lei è l'ultima arrivata, ed è un po' sulle sue...In effetti non conosco così tanto di te...» era stata la prima a rispondere senza aver effettivamente qualcosa di sensato da dire, Sayuki non ti smentisci mai.

«Questa potrebbe essere un'occasione per conoscerci, allora» anche se ero infastidita avevo imparato molto bene a nascondere le emozioni. Dovevo pur sopravvivere in mezzo a questi esseri umani.

Continuai dicendo «purtroppo il trasferimento non era previsto» e fino a qui era vero «dopo la morte di nostro padre io e i miei fratelli abbiamo deciso di venire qui, in un posto abbastanza lontano da casa, tranquillo, così da lasciarci tutto alle spalle» questa era una mezza verità «ma così non è stato, niente è andato come previsto...Anzi...» per qualche strana ragione questo genere di racconti piace.

«Ah...Non potevo immaginare, mi dispiace...» Vedere Sayuki per la prima volta provare sincero dispiacere per un'altra persona che non fosse lei era uno spettacolo più unico che raro...Questa la dovevo fotografare bene nella mente.

I ragazzi, invece, si erano ammutoliti. Meglio così.

È vero, gli esseri umani amano sentire le disgrazie altrui...E poi hanno paura di un paio di fantasmi...

Loro non sapevano nulla di me, ma io sì, sapevo ogni cosa, dalle loro abitudini, alle loro paure, le loro debolezze...Non lo faccio con chiunque, solo con coloro che mi chiamano e chi sono io per non porgere la mano a chi ne ha più bisogno?

Sayuki era la classica ragazza che si può trovare in qualsiasi classe delle superiore che si rispetti, una vera e propria leader che sa cosa vuole e come ottenerlo, ammirata dai compagni di classe e invidiata da quelle che considera sue amiche.

Un vero e proprio faro di speranza per tutti, speranza che ha perso da un pezzo a causa di una famiglia di merda, un termine fin troppo gentile per descrivere due 'genitori' incapaci di rivestire tale ruolo. Mi sono sempre chiesta perchè molti umani avessero desiderio di mettere al mondo delle creature per poi lasciarli da parte come si fa con un vaso vecchio...

La sua è la storia più triste degli altri del gruppo, non ha mai conosciuto l'amore, ma il suo opposto, sulla pelle ed è proprio in preda alla solitudine che si è rivolta a me in cerca di aiuto...

Poi è stata la volta di Jurou uno dei tanti spasimanti di Sayuki, la differenza dagli altri è che sembrerebbe essere disposto a tutto per conquistarla, ed eccomi qui in suo soccorso.

Ha tutte le potenzialità per farsi avanti, ma manca di fiducia. Peccato, mi dispiace un sacco ma non si può tornare indietro.

Kaede invece è un grandissimo fifone. Teme anche la sua ombra, ma che ci si può aspettare da uno che è cresciuto sempre e solo nel suo mondo?

Sotto questo aspetto, la sua situazione familiare non è tanto diversa da quella di Sayuki, la differenza è che qui si parla di eccessiva protezione da parte dei genitori, ma loro che cosa ne potevano sapere che questa loro presenza costante potesse rovinare per sempre il loro prezioso figlio? Privo del senso della realtà, in uno dei suoi deliri mi ha trovata, o forse il contrario, e portata qui.

Infine ci sono io, anche io sono uno stereotipo abbastanza comune.

La nuova arrivata che non riesce ad integrarsi con i suoi compagni, quella che rimane in disparte seduta all'ultimo banco mentre ascolta l'insegnante e ignora il resto. Sono affezionata ai personaggi che fanno da sfondo...Quelli che non attirano mai l'attenzione, quelli che ci sono o meno non fa alcuna differenza, così è più facile essere dimenticata da tutti.

Era questo che avevo imparato negli anni, ma non l'unica. Nonostante il mio lavoro fosse discutibile più vivevo con gli umani e più mi interrogavo su chi fosse il peggiore. Alcuni fanno venire i brividi... «Gen, tutto bene?»

«Certo Sayuki» cercavo di far finta di nulla, ma qualcosa non andava…

Jurou disse «Ma quando arriviamo?»

E non ero l’unica ad essermene accorta…

«Vedrai che a breve spunteranno le scale».

Il tragitto sembrava essere più lungo rispetto la mappa, conoscevo la strada a memoria ormai, non potevo essermi persa…Certo una controllatina alla mappa la farei…Il problema è che non volevo allarmare nessuno…E ora come faccio? Se i miei sospetti fossero veri, come affronto l’entità con questi umani presenti?! Devo inventarmi qualcosa prima di giocarmi tutte le vie d’uscita…

«Ragazzi ho un dubbio, rimanete qui per un secondo vado a controllare più avanti…»

«Cosa? Ma stai scherzando, vero? Ragazzi ditele qualcosa!»

«Sayuki ha ragione, non dovremmo allontanarci, se qualcuno di noi si dovesse perdere?»

«Sono d’accordo con Sayuki e Jurou…Pessima idea…»

«Oh ragazzi, siete davvero gentili ma abbiamo i cellullari con noi quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi»

«Ho già controllato, il mio non prende…Il vostro?»

«All’inizio prendeva ma ora non più»

«Il mio nemmeno si accende…»

I miei sospetti erano stati appena confermati, iniziano sempre con l’assorbire l’energia degli oggetti vicini, cellulari, torce…Poi si passa a quella umana…Non a caso il primo cellullare ad essersi scaricato è quello di Kaede, l’anima più fragile del gruppo e i demoni vengono attirati da questo genere di persone, come il miele richiama le api, per intenderci.

«Avete ragione ragazzi, restiamo uniti»

Eravamo entrati di nostra spontanea volontà nella trappola del nemico ed io non mi ero accorta di nulla, nonostante sia un fratello…Questo può significare solo una cosa, lui già sapeva di me, non solo è riuscito a nascondere la sua presenza, ma ha sfruttato i punti ciechi… Sarà uno scontro all'ultimo sangue.

Mentre camminavamo pensavo a come gestire la situazione, apparentemente sembrava tutto sotto controllo è vero, ma era solo questione di tempo prima che il nostro misterioso amico facesse una delle sue mosse…Ci sarebbe andato giù pesante oppure si sarebbe prima divertito un po’? Il non sapere il suo nome era un grosso problema, con chi avevamo a che fare? Potevo chiederlo al diretto interessato, bloccando lo spazio-tempo avrei potuto mettermi in contatto con lui e sperare di ricevere risposta…Ma sarebbe stato un grosso dispendio di energie per un risultato tutt’altro che certo…Decisi di aspettare, era quello che sapevo fare meglio…

Il respiro affannoso di Kaede spezzava quel silenzio…

«Kaede, tutto bene?»

«No Jurou…Ragazzi scusatemi ma ho bisogno di fermarmi per qualche minuto, mi sento sempre più stanco…»

Sapevo che questa sua ‘stanchezza’ non era dovuta per il troppo camminare, dietro c’era una spiegazione molto più inquietante…Aveva iniziato banchettare con questi fragili esseri umani…

«Forse dovremmo tutti fare una pausa…» mi sedetti vicino a Kaede per cercare di capirne di più «da quanto non ti senti bene?»

«Da un po’…Solo che ora ho difficoltà persino a muovermi…»

Questo significava solo una cosa, aveva le ore contate.

Iniziai a frugare nello zaino per cercare qualcosa che potesse nascondere la mia preoccupazione, l’unica cosa che cercavo era un’idea per prendere tempo, se avessi continuato ad aspettare che si palesasse in carne e male sarebbero morti tutti nel giro di un’ora.

Un lampo di genio attraversò la mia mente. Era rischioso, ma poteva funzionare.

«Tieni, magari devi solo mettere qualcosa sotto i denti» gli dico porgendogli una barretta energetica e del succo all’arancia, con questa banale scusa gli poggio una mano sulla spalla per trasferirgli la mia energia.

«Non sapevo fossi così premurosa Gen»

«Non avresti fatto la stessa cosa, Sayuki?» riuscii a risponderle mantenendo la concentrazione, in un momento delicato come questo anche un pizzico di energia in più avrebbe potuto fare molto danni…

Come al solito Sayuki aveva un tempismo perfetto.

Fissai negli occhi Kaede per controllare come stesse, sembrava andato tutto bene, anche i suoi occhi erano gli stessi di sempre…Tirai un sospiro di sollievo, ero riuscita a non ucciderlo, la consideravo una piccola vittoria personale visto che era la prima volta.

Mi girai verso gli altri e chiesi «Come state voi?»

«In piena forma!»

«Sayuki, tutto bene?»

«Beh sì…Fisicamente sì…»

Mi alzai immediatamente per avvicinarmi d lei «Sayuki così ci fai preoccupare…Che è successo?»

«No ragazzi, davvero non è niente…»

«Sayuki parla»

Kaede era preoccupato quanto me.

«Ok, vi devo dire una cosa, però non prendetemi per pazza e non ridete…»

«Puoi stare tranquilla, ti ascoltiamo» avevo n timore ma speravo di sbagliarmi.

«Ecco, prima mi sembrava di aver visto qualcosa…Prima, quando Gin voleva andare da sola, ho visto una cosa scura, nascosta nel buio…Non so come spiegarlo…Ho avuto paura che le facesse del male…»

«Com’era fatta questa cosa scura…?» le chiesi impassibile.

«Beh…Era molto grande…Si confondeva quasi nel buio visto che non aveva dei lineamenti ben definiti, credo stesse aspettando qualcuno…Forse proprio te Gen».

Bingo, brava Sayuki quella cosa voleva me, o meglio, voleva solo comunicare con qualcuno e magari io potevo capirci qualcosa di tutto questo, ma grazie a voi ho perso questa opportunità.

Sono molto colpita dalla tua umanità Sayuki ma soprattutto dalla tua vista. Cos’altro sei in grado di vedere e non vuoi dirci?

«Mh forse forse ho capito. Kaede potresti farmi un piccolo favore?»

«Certo, dimmi»

«Vieni vicino a me e punta la torcia così»

«Sayuki, fai qualche passo indietro, con la torcia illumina lì, dove c’è quell’asse di legno che sporge»

«Sì lo faccio subito…»

«Ci può dire ciò che vedi dietro di noi?»

Era incredula.

La incalzo «Vedi quello che vedevi prima, giusto?»

«Non è possibile…Che stupida»

«Non sei una stupida, anche a me prima è capitato di vedere qualcosa muoversi…Ma fortunatamente era la mia ombra…».

«Ci hai fatto venire un colpo Sayuki…» Jurou aveva iniziato a riprendere colore.

«Purtroppo il buio gioca brutti scherzi e la paura non ci aiuta…Perciò sarebbe meglio parlare di qualsiasi cosa ci passi per la testa, anche se la cosa ci sembra assurda…»

«Hai ragione Gen…Meglio dirci tutto»

Abbracciai Sayuki solo per non farmi sentire dagli altri, le sussurrai «se dovessi vedere altre cose brutte respira e stringimi la mano, ti prometto che non ti succederà niente»

«L’importante è che si sia chiarito tutto…Allora Jurou come stai?»

«Molto meglio ragazzi, avevi ragione Gen dovevo solo prendere degli zuccheri…»

«Sono contenta che tu stia meglio»

«Mi sono tranquillizzata anche io, che dite che dite proseguiamo?»

«Sì ragazzi ha ragione Sayuki, sarà meglio non perdere altro tempo dobbiamo trovare queste benedette scale…»

Rimasi vicino a Sayuki, questa situazione mi era davvero poco chiara e quindi dovevo osservarla da vicino senza destare sospetti, ovviamente.

«Guardate ragazzi! Le scale»

«Sayuki non ti allontanare troppo!»

Un urlo spezzò la tranquillità di quel momento, ci mettemmo tutti a correre verso di lei.

Jurou si inginocchiò vicino a Sayuki. Era a terra terrorizzata.

Mi misi avanti a loro illuminando il resto delle scale. Non c’era niente.

«Ombre?» mi disse Jurou con tono accusatorio. Era per caso colpa mia?

Lo ignorai «Sayuki che è successo?»

Non riusciva nemmeno a parlare, aveva lo sguardo fisso sul pavimento, non aveva nemmeno il coraggio di alzare lo sguardo.

Corsi sulle scale fino ad arrivare in cima.

«Che fai Gen? Resta qui!» gridò Kaede mentre stava salendo ancora la prima rampa.

Non c’erano altri esseri umani oltre noi, non sentivo odori diversi dai nostri…Ma la puzza di qualche demone sì. Era arrivato il momento di fare i seri, chiusi gli occhi, spalancai le braccia e iniziai con il rituale.

Li riaprii, anche se il posto non mi era familiare sapevo che ero molto vicino a lui «Finalmente siamo solo noi due, puoi anche farti vedere, non ho alcun timore di te»

Silenzio.

Con passo spedito mi feci guidare dal suo profumo, credo mi stesse aspettando da qualche parte in questo immenso castello appartenente ad un’altra epoca e ad un altro mondo.

Stanza dopo stanza mi affacciai per scoprire che erano tutte vuote.

Decisi di provocarlo un po’ «L’ospitalità non è una tua dote, sai? Inizio a chiedermi se tu ne abbia qualcuna, questo tuo nasconderti nell’ombra e agire alle spalle è davvero squallido»

Ma il silenzio persisteva. Come pensavo, non è un demone che si lascia colpire dalle parole.

Ogni secondo passato qui a cercarlo significava perdere energia preziosa, ma visto che mi sono spinta a tanto tornare indietro sarebbe ancora più da sciocchi.

Mi fermai per qualche istante, chiusi gli e «Buonasera, perdonami se non ti ho accolto come avrei dovuto, ma dovevo sbrigare alcune cose che non potevo rimandare ancora, tu mi capisci. Mi chiedevo quando saresti venuta, stavo perdendo le speranze»

«Buonasera, invece eccomi qui, andrò dritta al dunque, quegli umani sono miei, mi dispiace ma dovrai trovarti altri giocattoli. Rimarrei altro tempo qui con te a parlare ma ora devo tornare»

«Non abbiamo neanche iniziato a parlare, insisto che tu rimanga. Sai Gen, la tua determinazione mi è sempre piaciuta, e proprio grazie a questa se hai vissuto tutti questi secoli»

«Non credo che la mia vita sia così interessante, siamo simili è vero, ma non credo di essere degna di così tante attenzioni, quindi con permesso…»

«Lo sei eccome, ora che ho avuto la fortuna di incontrarti faccia a faccia, non posso lasciarti andare così facilmente»

«Se credi che mi faccia uccidere da te altrettanto facilmente ti sbagli. Se vuoi quegli umani ti toccherà combattere duramente» questa mia sicurezza mi avrebbe portata alla morte, ma non mi sarei mai piegata al volere di nessuno, che sia un Dio o il Diavolo stesso.

«Chi ha mai parlato di ucciderti? Oh no mia cara, sei troppo preziosa per farti fuori. Le tue attività con gli umani sono l’intrattenimento che preferisco, il modo in cui ti insinui nelle loro menti, sfruttando le debolezze per renderli succubi del tuo volere…Sublime»

«Così mi lusinghi, cosa vuoi da me?»

«Ma come, non hai nessun’altra domanda da farmi? Non sei curiosa di sapere il mio nome?»

«Me lo diresti con tanta facilità? Non credo, continui a sfruttare il buio a tuo favore per non mostrarti completamente, che c’è hai forse paura che una volta scoperta la tua identità non ti lasci in pace?»

«Parli di pace, credi che a noi sia concessa? Abbiamo perso questo privilegio tanto tempo fa. Voglio vedere il tuo mondo, far parte di esso, sappiamo entrambi il destino che ci aspetta, ma l'idea che tu sia al mio fianco ad affrontare l'inferno e la dannazione eterna mi spinge a voler affrontare qualsiasi cosa»

Indietreggiai dopo le sue parole, le poche energie rimaste nel mio corpo non facevano altro che rendere tutto ancora più confuso.

Ebbi a malapena il tempo di voltarmi prima di cadere per terra senza forze.

«Gen, Gen svegliati per piacere!!» La voce di Sayuki mi faceva venire il mal di testa. Aprii gli occhi, tre volti preoccupati mi diedero il benvenuto nel mondo umano.

«Oh finalmente! Kaede apri la bottiglietta d’acqua per piacere, ha bisogno di bere»

«Sì ecco tieni»

«Bevi ragazza ti devi riprendere» provai a bere con le mie forze ma Sayuki non sembrava d'accordo.

«Che è successo?»

«Mentre stavi salendo le scale sei caduta all’indietro…»

«Ah…Ok…Grazie ragazzi e scusate» non ero abituata a vedere degli umani così tanto preoccupati per me. Che strano.

«Oh Gen, ho avuto davvero tanta paura…» non era una novità per Kaede.

«Ci siamo spaventati tutti, sembrava non volessi più svegliarti…»

«L’ultima cosa che volevo era creare dei problemi» mi pentii subito di questa frase.

«Ma quali problemi Gen…L’unica cosa che conta è che ti sia svegliata…»

«Dovremmo controllare se hai un trauma cranico…Ha fatto un bel volo…» Kaede guardò i ragazzi, dimenticandosi che ero lì.

«Vedete che sono qui, è stata solo piccola caduta, sono tutta intera» mi alzai e con mia grande sorpresa notai di aver riacquistato tutte le energie.

Questa mia improvvisa ripresa era forse dovuta a quell’incontro di prima? Beh se era così, ero appena stata salvata da chi pensavo mi avrebbe uccisa. Ma se credeva che avessi abbassato la guardia era un illuso.

«Possiamo proseguire ragazzi»

«Sicura Gen, non vuoi restare un altro po’ seduta?»

«No Jurou, è tutto passato» gli sorrisi cercando di rassicuralo.

Il tempo passava e io iniziavo a perdere la pazienza, volevo solo chiudere con questa storia senza altri imprevisti. La nostra ricerca continuava come se non fosse successo nulla, ero riuscita a convincere gli altri senza dover ricorrere a qualche trucchetto…Sentivo che eravamo vicini all’aula centrale, tirai un grosso sospiro di sollievo al solo pensiero che di lì a breve tutto sarebbe finito e io potevo andarmene da questo posto e ricominciare altrove. Guardavo questi umani davanti a me e pensavo a tutto quello che hanno dovuto passare, a come la vita sia stata crudele, ma potevano farci ben poco visto che il loro destino era segnato da una cattiva stella e nemmeno i miei poteri potevano cambiare le cose, ma metterli sulla stessa strada è stata una buona idea.

Le differenze caratteriali passano in secondo piano quando si condivide una vita infelice, in qualche modo si capiscono, l’affetto che li legava era evidente a tutti.

Forse con loro potevo essere clemente…

Sayuki iniziò ad avvicinarsi con fare sospetto «Gen, ora che siamo solo noi puoi essere sincera, che è successo? Come ti senti?»

«Ho già detto che sto bene…Davvero stai tranquilla, restiamo concentrati sul motivo per il quale siamo venuti qui…» perché tutta questa insistenza? Gli umani si attaccano sempre alle cose più stupide.

«Certo certo…Ma capisci che è strano? Fino a pochi istanti fa sembrava stessi per morire…I battiti erano rallentati tantissimo, non ho detto niente agli altri per non farli allarmare ma tutto questo è strano…Se hai bisogno…»

Forse perché stavo per morire.

«Ascoltami Sayuki, questa è stata una notte particolare per tutti, magari siamo anche un po’ stanchi e sensibili a quello che ci circonda… Ti sarai impressionata, guardami, ti sembro una che sta per morire?»

«No! Sprizzi vitalità…»

«Ecco vedi, prometto che domani andrò dal medico per farmi controllare»

«Va bene come vuoi tu…»

Si era arresa? Speriamo.

Non ringraziarmi Gen.

Cosa? Chi è che interrompe i miei pensieri?

Ma come, già hai dimenticato il nostro incontro?

Ah sei tu...Mi hai dato la tua energia, non è vero?

Non ti senti più forte? Ora siamo uniti ancora più uniti.

Perché l’hai fatto?

Non avrei mai permesso che facessi una fine così miserabile, e poi volevo vedere come sarebbe andata a finire con i tuoi amici.

Ah ecco, ti ringrazio, ma loro non sono miei amici.

Un piacere. Ah davvero? Perché non riesci ad essere sincera nemmeno con te stessa?

Smettila, torna a fare quello che stavi facendo.

Tu sei molto più interessante di qualsiasi altra cosa. Forse dovrei schiariti le idee, pensa solo che il loro terrore è bastato a saziare alcuni demoni che vi osservavano. Tre per essere precisi.

E allora?

Ma come Gen, resti impassibile a tanta umanità? Ricorda che la mia energia scorre in te, sento il calore del tuo cuore…

Ti ho detto di finirla Demone, esci immediatamente dalla mia testa.

Non insisto ancora, sai dove trovarmi, a presto Gen.

Come potevo liberarmi da questo rompiscatole?

Come potevo liberarmi da certi pensieri…


«Ragazzi, eccoci…Questa è l’aula» Kaede di era fermato davanti l’entrata, non osava entrare.

«Era ora! Questa scuola è un labirinto, andiamo così posso tornare a casa visto che sono stanchissima»

«Ragazzi…»

«No Jurou, non iniziare a dire che hai paura o cose così, credi che abbiamo fatto tutto questo per tirarci indietro proprio ora?»

«Ti sbagli Sayuki, volevo solo entrare per primo»

Guardammo increduli Jurou mentre entrava con passo deciso nell’aula buia. La mia energia poteva essere la causa di tutto questo improvviso coraggio o sapeva di non avere altra scelta?

Una volta entrati ci sediamo a terra, uno di fronte all’altra, non a caso avevo davanti a me Jurou, dovevo tenerlo sotto controllo e intervenire in caso fosse stato necessario.

Cerco la tavola ouija nello zaino, una volta trovata la metto al centro, prendo le candele e inizio ad accenderle «qualcuno le può distribuire in giro?»

Si alzano tutti e senza dire una parola obbediscono.

«Allora ragazzi siete sicuri di voler iniziare la seduta, rispondete uno alla volta con la massima sincerità. Jurou?»

«Io sì»

«Kaede?»

«Lo sono»

«Sayuki?»

«Sì»

Percepivo la sicurezza e la paura, sarebbe andato tutto liscio.

«Ora chiudiamo gli occhi e pensiamo intensamente a cosa ci ha spinto fino a qui. I nostri desideri li conosciamo solo noi, non è necessario dirli ad alta voce perchè loro già sanno»

Con loro intendevo me. Ma è fondamentale che scavino nelle loro menti da soli senza forzature, solo così possono capire qual è la cosa che più desiderano al mondo. Certo potrei prendermi le loro anime senza perdere tutto questo tempo, ma non sopporto quando urlano dal dolore.

E poi devo intrattenermi in qualche modo? Il tempo di un immortale non passa mai…


Da chi posso iniziare? Oh certo, dal nostro piccolo Kaede.

Io posso entrare nelle loro menti senza che loro se ne accorgano. Che siano pensieri, sogni…Posso tutto, anche dove non hanno il coraggio di addentrarsi.

Eccolo lì, in mezzo ai compagni di classe mentre parla di uno dei suoi tantissimi viaggi intorno al mondo, quasi non l’avevo riconosciuto. Intraprendente, sicuro di sé, completamente rinato…Sarai accontentato.

Jurou prevedibile. Eccolo lì che si gode la sua romantica storia d’amore con Sayuki, che piccioncini, mano nella mano che passeggiano come se si conoscessero da una vita…Vuoi rinunciare alla tua anima per amore? Non era la prima volta che mi capitava, rinunciare a tutto per amore era tipico dell’essere umano, ma non ricordo una volta che sia finita bene…Se è questo ciò che desideri, l’avrai.

Non ti ho lasciata per ultima a caso Sayuki, vediamo...Cosa desideri così ardentemente?

Una famiglia che ti ami incondizionatamente? Non essere banale, sei più complicata di questo. Lasciati andare e dimmi cosa desideri.

Oh ecco ci siamo, sento il dolore, la delusione, la rabbia, anche con tutto l’amore di questo mondo tu rimarresti la stessa, il passato non potrà mai cambiare, quelle sono ferite troppo profonde per pensare di guarirle. Vuoi che ti doni dei ricordi felici cosicché tu possa vivere una vita normale?

Nemmeno, vuoi di più, molto di più.

Che ragazza difficile sei, eh?

Vendetta?

Vuoi vendicarti? Non ci credo! Ahahah sei così umana! Mi piaci, lo sapevo che avevi qualcosa di interessante…Come dite voi? La mela non cade mai lontano dall’albero…E tu, mia cara, sei la mela che ha scelto di marcire…

Credi che una volta intrapresa questa strada tu possa salvarti? Non lo sai? Beh mi limiterò a fare ciò che devo. Buona fortuna.


«Le conoscete le regole, giusto? Dirigerò io la seduta, dovete solo ripetere ciò che dico. Ricordate che ora nessuno di noi può più tornare indietro»

La stanza pullulava di demoni affamati, mi dispiace ma loro appartengono a me.

«Spirito, ci offriamo a te, ti chiediamo di comunicare con noi» come un mantra ripetiamo la frase fin quando il demone non comunicherà con noi…Loro non lo sanno, ma stanno tenendo la mano a chi li condurrà dritti all’inferno…Quanto mi diverto…

Di scatto aprii gli occhi e mi guardai intorno…Con noi c’era una presenza scomoda…Com’era possibile che un demone maggiore era riuscito ad oltrepassare la mia barriera come se nulla fosse? Era un incantesimo che richiedeva giorni e una dose di energia non indifferente.

La barriera non era abbastanza potente oppure era stato invitato al banchetto?

Dovevo decidere da che parte stare prima che lo facesse qualcun altro.





Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.



 
 
 

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